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Il Giappone alla guida del TPP


Nonostante la rinuncia degli Stati Uniti di Donald Trump al proseguimento delle trattative per la firma degli accordi TPP (Trans Pacific Partnership), gli 11 paesi rimasti non hanno mollato la presa e hanno deciso di proseguire il lavoro iniziato più di tre anni fa. Nel corso di questa settimana si terranno ad Urayasu, in Giappone, una serie di consultazioni per cercare di raggiungere un accordo che potrebbe essere formalizzato a margine del prossimo vertice ASEAN, di previsto svolgimento a Danang, in Vietnam, il 10 e 11 novembre e ratificato nel giro di qualche mese. Sulla strada dell’accordo si stagliano due ulteriori problemi ancora: da una parte il cambio di governo in Nuova Zelanda, dall’altra le esitazioni del governo vietnamita a concludere un accordo senza gli Stati Uniti. Il nuovo Primo Ministro neozelandese Jacinda Ardern insiste nel voler inserire all’interno dell’accordo una serie di limitazioni alle speculazioni edilizie straniere che hanno causato un eccessivo aumento dei prezzi delle case. Il Vietnam, dopo la rinuncia statunitense, sta cercando di cambiare gli orientamenti generali relativi a diritti del lavoro e proprietà intellettuale, nonché di abbassare le tariffe sulle . Inoltre, c’è stata la richiesta di “congelare” alcune problematiche, tra cui anche quelle avversate dagli Stati Uniti, in modo da arrivare ad una conclusione dell’accordo e ridiscuterle successivamente, magari con una nuova amministrazione USA. 

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Pillole glopolitiche del 23 maggio 2016

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

DANGER ROOM

AF-PAK. Il presidente Obama ha rivelato che le forze aree statunitensi hanno condotto uno strike nella provincia pakistana del Balochistan che avrebbe ucciso Mullah Mansour, comandante in carica dei talebani.

UN UOMO, UN VOTO

AUSTRIA. Il ballottaggio per la presidenza austriaca si è concluso con la vittoria dell’esponente dei Verdi Alexander van der Bellen che ha sconfitto di misura il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas naturale (2.062$), WTI (48.41$), Brent (48.72$).

DIPLOMAZIA AL LAVORO

USA-VIETNAM. Nel corso della visita di stato in Vietnam, durante la conferenza congiunta con l’omologo vietnamita Train Dai Quang, il presidente statunitense Barack Obama ha annunciato la fine dell’embargo per la vendita di armi.

Pillole glopolitiche del 6 novembre 2015

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

DANGER ROOM

LIBIA.  Alcuni uomini armati hanno rapito 50 persone di nazionalità tunisina ed, in cambio, hanno chiesto la liberazione di un libico, detenuto in Tunisia.

DIPLOMAZIA AL LAVORO

CINA-VIETNAM. Al termine della visita di stato nella capitale vietnamita Hanoi, il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato la necessità per i due paesi di stringere un’alleanza più stretta, al fine di garantire maggiore sicurezza sui mari.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas Naturale (2.364$), WTI (45,20$), Brent (47,98$).

ENI. La compagnia energetica italiana ha reso noto di aver scoperto un giacimento di gas e condensato al largo delle coste del Congo, nel campo di esplorazione di Nkala Marine.

NONSOLOPOLITICA

USA-SUD AFRICA. Il presidente statunitense Barack Obama ha minacciato di imporre sanzioni commerciali ai danni del Sud Africa, il quale ha bloccato le importazioni di carne americana.

Le isole contese del Mar Cinese Meridionale: Spratly Islands 

L’altro maggiore terreno di scontro tra stati, nel Mar Cinese Meridionale, riguarda le Spratly, altro gruppo di circa 750 isole ed isolotti, il cui possesso è rivendicato da Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan, Vietnam oltre che, naturalmente, dalla Cina. 

  

Come già detto la partita per il controllo del Mar Cinese Meridionale è sempre più calda e oltre all’ambito prettamente geopolitico, ovvero di affermazione dei propri interessi, riguarda anche quello commerciale ed energetico: lungo questa rotta transitano merci per 5.300 miliardi di dollari ed i suoi fondali sono ricchi di petrolio e gas naturale. Così come per le Paracel, anche per quanto riguarda le Spratly il nodo da sciogliere riguarda l’incapacità di definire, in maniera decisa, le aree di influenza dei paesi che si affacciano nell’importante bacino asiatico. Se nel caso delle isole Paracel la vicinanza alle coste permetteva alla Cina di avanzare, più o meno legittimamente, diritti di proprietà, le Spratly sono molto più lontane dalle coste delle Terra di Mezzo, ed le rivendicazioni cinesi si basano su storici diritti di pesca: in questo modo la Cina rivendica circa l’80% delle porzioni di mare contestate. Se da una parte il Vietnam rivendica, parimenti, antichi diritti di sovranità risalenti al 17esimo secolo, le Filippine basano le loro rivendicazioni sulla prossimità territoriale, mentra Brunei e Malesia ritengono che le isole in questione rientrino nelle rispettive Zone Economiche Esclusive (EEZ) così come statuito dalle Convenzioni sul diritto del mare prodotte dalle Nazioni Unite. 

  
La questione ha aumentato la sua rilevanza dopo la rilevazione di alcune foto satellitari che mostravano il rafforzamento e l’ampliamento, da parte dell’esercito cinese, di alcuni atolli appartenenti alle Isole Spratly. A causa dell’intraprendenza cinese la questione ha assunto un carattere globale, chiamando in causa USA, Giappone e Corea del Sud che temono un allargamento delle rivendicazioni cinesi anche al Mar Cinese Orientale. In alcune recenti dichiarazioni il Segretario alla Difesa USA Ashton Carter ha dichiarato che gli americani si sentono autorizzati a volare, navigare ed operare dovunque consentito dal diritto internazionale. Per tutta risposta il governo cinese ha approvato la nuova dottrina militare, dalla quale traspare la convinzione di Pechino di essere minacciata da forze ostili, guidate dagli Stati Uniti, e pertanto vi è assoluto bisogno di cambiare la propria strategia di difesa.

FONTI

Europinione

BBC

Il Sole 24 ore

Le isole contese del Mar Cinese Orientale: Paracel Islands

  

(Wikipedia)

Il Mar Cinese rappresenta, nelle sue suddivisioni Meridionale ed Orientale, il più caldo terreno di scontro tra stati per la rivendicazione di territori. In questo caso più che di territori lo scontro riguarda alcune isolette, in alcuni casi dei semplici scogli, il cui possesso, però, dà la possibilità di rivendicare anche i fondali circostanti, ricchi di materie preziose, e di avere un accesso privilegiato ad rotte commerciali privilegiate. Le risorse accertate di petrolio nei fondali del Mar Cinese Meridionale risultano essere pari a circa 7 miliardi di barili, ma si stima che vi siano riserve pari a 28 miliardi di barili e la presenza di oltre 753 miliardi di metri quadri di gas naturale. Il Mar Cinese Meridionale è, inoltre, la strada più breve per i collegamenti marittimi tra India, Cina e le rispettive periferie: dal punto di vista logistico, risulta essere, su scala mondiale, la seconda rotta per il trasporto di container. In questo bacino sono presenti due arcipelaghi oggetto di dispute territoriali: le isole Paracel e le Spratly. Per quanto riguarda le Isole Paracel, chiamate Xisha in cinese e Hoang Sa in vietnamita, la doppia nomenclatura rivela che il possesso di questi scogli è rivendicato da Cina e Vietnam. L’arcipelago riguarda 130 piccole isolette e atolli, mai effettivamente abitate ma semplici approdi per pescatori, distribuiti su di un’area di 15mila chilometri quadrati che raggiungono una superficie di territorio pari a circa 8 km quadrati, ed una costa di 518 chilometri. La disputa territoriale, che include anche le rivendicazioni di Taiwan, ha raggiunto l’apice nel 1974, quando ha scatenato un conflitto tra Cina e Vietnam del Sud. Il 19 gennaio del 1974 una squadra navale cinese ed una vietnamita si scontrarono nei pressi del Crescent Group delle isole Paracel: al termine dello scontro furono i vietnamiti ad avere la peggio e i cinesi estesero il loro controllo a tutte le principali isole dell’arcipelago. Negli ultimi tempi la questione è ritornata prepotentemente alla ribalta perché alcune immaginai satellitari, prodotte dagli americani, hanno mostrato lo svolgimento di alcuni lavori di sbancamento condotto su alcuni atolli, da parte dei cinesi, al fine di renderle idonee allo stanziamento di truppe di presidio. La possibile costruzione di piste di atterraggio aereo lunghe almeno tre chilometri ha posto seri dubbi sulle reali intenzioni di Pechino: tali piste potrebbero ospitare ogni tipo di assetto volante cinese, ovvero bombardieri, aerei da combattimento, droni.

FONTI
Mappa Mundi (blog di Alfonso Desiderio)

Wikipedia

Eurasia Rivista

The Diplomat
Limes

Pillole glopolitiche: 29 settembre 2015

  

DANGER ROOM

AFGHANISTAN. L’esercito afghano ha scatenato un’offensiva militare per riconquistare la città di Kunduz, finita nelle mani dei talebani alcuni giorni fa.

BURKINA FASO. È ancora alta la tensione in Burkina Faso, dopo che il Reggimento di Sicurezza Presidenziale ha rifiutato di procedere al disarmo.

BANGLADESH. È stato ucciso nella capitale Dacca, il cooperante italiano Cesare Tavella, colpito mentre faceva jogging per la città. L’attacco è stato subito rivendicato dallo Stato Islamico sul profilo Twitter.

È L’ECONOMIA, BELLEZZA

VIETNAM. I dati dell’economia del sud est asiatico hanno mostrato risultati superiori alle attese, con una crescita, nei primi nove mesi dell’anno, attestatasi a +6.5%.

Le “nuove” isole cinesi

 

Una dei principali tratti caratterizzanti le politiche cinesi è quello di riuscire continuamente ad impressionare il mondo, intraprendendo la costruzione di progetti se non impossibili da realizzare, quantomeno di difficoltà elevata. Certamente, pochi paesi al mondo possono beneficiare di una tale abbondante forza lavoro e di una disponibilità di fondi immensa, derivante da una economia in forte espansione che cresce stabilmente al ritmo del 7% annuo. L’ultimo progetto della dirigenza cinese piuttosto che stupire il mondo, in realtà lo ha messo in agitazione: si tratta della costruzione di isole artificiali. Dagli inizi dell’anno il governo cinese ha iniziato a trasportare e a depositare enormi masse di sabbia nei dintorni di alcuni atolli situati nel Mar Cinese Meridionale, il Fiery Cross Reef e il Mischief Reef. Questi atolli fanno parte dell’arcipelago delle isole Spratly, una delle tante aree che la Cina contende ad altri stati della regione. Nello specifico a rivendicare il possesso di questo “strategico” arcipelago sono, oltre alla Cina, il Vietnam, le Filippine e Taiwan. La prima parte del progetto ha visto la messa in opera di una pista di atterraggio lunga circa 10mila piedi, capace, quindi, di far atterrare sia aerei da combattimento che da sorveglianza. Aldilà della straordinarietà del progetto, queste isole artificiali rappresentano l’ultima carta giocata dalla Cina nella lunga partita geopolitica relativa alla proprietà delle isole Spratly. Infatti, oltre a far atterrare aerei, queste “nuove isole” potranno permettere di installare radar e postazioni missilistiche capaci di intimidire i diretti contendenti che hanno capacità militari limitate. Secondo alcuni analisti il governo cinese avrebbe intrapreso lavori simili su sette “isole” in totale, in uno sforzo costruttivo mirante a rafforzare le proprie rivendicazioni territoriali. La Cina rivendica come suo circa l’80% dei 3,5 milioni di chilometri quadrati d’acqua rappresentati dal Mar Cinese Meridionale, sostenendo la validità di una teoria, quella della nine-dash line o nine-dotted line, che conferma l’esistenza di una mappa che tratteggia, in nove punti, i confini dei possedimenti cinesi, includendo le isole Spratly, oltre ad altre isole contese. La “mossa” cinese, oltre che i suoi diretti vicini, ha preoccupato il principale competitor geopolitico globale, gli Stati Uniti che, da tempo, hanno indirizzato verso l’Asia le loro maggiori attenzioni. Adesso si attende la risposta del presidente Obama, risposta che sarà sicuramente condizionata dalla prevalenza dei repubblicani al Congresso. 

(IHS jane’s Defense Weekly) 

Fonti

NBC

The Daily Signal

Business Insider

The Diplomat

The New York Times

PILLOLE GEOPOLITICHE: 28 OTTOBRE 2014

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RUSSIA: il governo russo ha annunciato che riconoscerà l’esito delle elezioni che si svolgeranno nei contestati territori separatisti dell’Ucraina.

NIGERIA: nel sud del paese, alcuni pirati hanno catturato una imbarcazione della polizia, uccidendo tre persone, tra cui un cittadino tedesco che lavorava per una compagnia di costruzioni.

SUD SUDAN: nuovi scontri sono avvenuti tra forze governative e ribelli, alla vigilia di alcuni importanti incontri per la soluzione della guerra civile che da 10 mesi blocca il paese.

AFGHANISTAN: il nuovo presidente afghano Ashraf Ghani si reca in Cina nella sua prima visita ufficiale dall’entrata in carica.

CINA: esponenti di alto livello del governo cinese si sono recato ad Hanoi, in Vietnam, per colloqui distensivi con le autorità vietnamite, prima del vertice APEC che si svolgerà a Pechino il prossimo mese.