Archivi tag: Venezuela

Report geopolitico del 17 luglio 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI

NIGERIA. Un attentatore suicida si é fatto esplodere nei pressi di una moschea a Maiduguri, città del nord della Nigeria, causando la morte di almeno otto persone.

UNA TESTA, UN VOTO

INDIA. Si aprono oggi, in India, i seggi per l’elezione del prossimo presidente.

VENEZUELA. Oltre 7 milioni di persone hanno votato, in un referendum consultivo, organizzato dall’opposizione, contro le proposte  del presidente Maduro di cambiare la Costituzione.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

MERCATI. DJ (-0,03), FTSE 100 (0,35), DAX (-0,35), CAC40 (-0,10), FTSE MIB (-0,03), Nikkei (0,09), Hang Seng (0,31).

VALUTE €/x. $ (1,148), £ (0,879), ¥en (129,248), ¥uan (7,771), CHF (1,104), Real (0,273), Rub (0,0147).

COMMODITIES. WTI (46,01), Brent (48,44), Gas (3,02), Oro (1.234,70), Argento (16,06), Rame (2,72), Cotone (0,84), Zucchero (0,14), Mais (381,25). Soia (992,25), Grano (513,50), Avena (294,00), Riso (11,82).

CINA. L’economia cinese é cresciuta del 6,9% a/a nel secondo trimestre, presentando un risultato migliore delle aspettative.

Report geopolitico del 6 luglio 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

FILIPPINE. I miliziani di Abu Sayyaf hanno comunicato di aver ucciso due vietnamiti che teneva in ostaggio da mesi.

VENEZUELA. Alcuni membri dell’opposizione venezuelana sono stati assaliti da sostenitori del presidente Maduro, nel corso di una sessione dell’Assemblea Nazionale.

LIBIA. Il generale Khalifa Haftar ha dichiarato di essere entrato in pieno controllo della città di Bengasi, sottraendola al controllo delle milizie islamisti attive nell’est del paese.

SIRIA. Un attentatore si è fatto esplodere nei pressi di una stazione degli autobus ad Hama, causando la morte di due persone ed il ferimento di altre nove.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

MERCATI. DJ (-0,74), FTSE 100 (-0,41), DAX (-0,58), CAC40 (-0,53), FTSE MIB (0,69), Nikkei (-0,52), Hang Seng (-0,36).

VALUTE €/x. $ (1,141), £ (0,880), ¥en (129,782), ¥uan (7,762), CHF (1,096), Real (0,265), Rub (0,0146).

COMMODITIES. WTI (44,94), Brent (47,50). Gas (2,89), Oro (1.220,00), Argento (15,75), Rame (2,65), Cotone (0,84), Zucchero (0,14), Mais (379,00), Soia (980,75), Grano (515,75), Avena (272,75), Riso (11,65).

UE-GIAPPONE. Giappone ed Unione Europea hanno trovato l’intesa per la sigla di un accordo di libero scambio.

Report geopolitico del 28 giugno 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

VENEZUELA. Un elicottero della polizia ha sparato alcuni colpi su un palazzo del ministero degli interni e lanciato granate sulla Corte Suprema, in quello che il presidente Maduro ha definito un atto terroristico.

SIRIA. Le forze turche hanno lanciato alcuni colpi di artiglieria sul,e milizi curde YPG dopo che queste ultime avevano attaccato le milizie filo turche impegnate nel conflitto siriano.

CYBERWAR. Un attacco cibernetica é stato effettuato ai danni di numerose compagnie private, a livello globale, colpendo principalmente Ucraina, Polonia e Russia.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

MERCATI. DJ (0,68), FTSE 100 (-0,63), DAX (-0,19), CAC40 (-0,11), FTSE MIB (1,24), Nikkei (0,53), Hang Seng (0,88).

VALUTE €/x. $ (1,140), £ (0,880), ¥en (128,003), ¥uan (7,732), CHF (1,092), Real (0,267), Rub (0,0148).

COMMODITIES. WTI (44,96), Brent (47,70), Gas (3,09), Oro (1.251,40), Argento (16,82), Rame (2,68), Cotone (0,84), Zucchero (0,14), Mais (357,00), Soia (918,25), Grano (461,25), Avena (269,50), Riso (11,42).


Report geopolitico del 2 maggio 2017


Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

EGITTO. Almeno tre poliziotti sono morti e cinque sono rimasti feriti, dopo una sparatoria avvenuta a Il Cairo con un gruppo di miliziani armati. L’attacco non é stato rivendicato.

VENEZUELA. Non accenna a placarsi la protesta in Venezuela, a seguito dei propositi del presidente Nicolas Maduro di  convocare un’assemblea popolare per modificare la Costituzione.

COREA DEL SUD. Fonti ufficiali del governo statunitense hanno comunicato che il sistema THAAD ha raggiunto la capacità operativa iniziale.

PALESTINA. Hamas ha rilasciato un documento ufficiale nel quale riconosce la possibilità di uno stato palestinese sui confini del 1967, senza accettare l’esistenza di Israele.

SIRIA. Almeno 24 persone sono morte, nei pressi del checkpoint di Rajm-al-Salimi, al confine tra Siria e Iraq, a seguito di scontri con i miliziani dello Stato Islamico.

DIPLOMAZIA ALL’APERTO

GERMANIA-RUSSIA. La cancelliere Angela Merkel si recherá in visita di stato in Russia, a Sochi, per incontrare il presidente Vladimir Putin e discutere di Siria, Ucraina e del prossimo G20 di Amburgo.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA 

GRECIA. La Grecia ha raggiunto un accordo con i suoi creditori dell’area-euro e del Fondo monetario internazionale per la seconda revisione del programma di salvataggio del paese mediterraneo.

MERCATI. DJ (0,09), FTSE 100 (0,64), DAX (0,56), CAC40 (0,70), FTSE MIB (0,60), Nikkei (0,70), Hang Seng (0,33).

VALUTE €/x. $ (1,092), £ (0,844), ¥en (122,383), ¥uan (7,530), CHF (1,084).

COMMODITIES. WTI (47,59), Brent (50,38), Gas (3,20), Oro (1.257,70), Argento (16,79), Rame (2,63), Cotone (0,77), Zucchero (0,16).

Report geopolitico del 20 aprile 2017


Il premier pachistano Nawaz Sharif (AP)

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

PAKISTAN. La Corte Suprema pachistana ha sancito che non ci sono prove sufficienti per condannare il premier Nawaz Sharif, circa le accuse venute fuori dai Panama Papers di aver ricevuto soldi custoditi in conti offshore.

VENEZUELA. Continuano le proteste popolari nei confronti del presidente Nicolas Maduro: nel corso degli scontri avvenuti ieri ci sono stati tre morti.

FRANCIA. Un attacco terroristico é avvenuto a Parigi, sugli Champs Elysees, dove un uomo ha colpito a morte un poliziotto e ferito gravemente altri due, prima di essere ucciso. L’attacco é stato rivendicato dall’ISIS.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

FMI. Il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato il suo annuale report economico, nel quale prevede una crescita globale del 3,5% nel 2017,  nonostante le numerose tensioni geopolitiche.

MERCATI. DJ (0,86), FTSE 100 (0,06), DAX (0,09), CAC40 (1,48), FTSE MIB (0,13), Nikkei (-0,01), Hang Seng (0,97).

VALUTE €/x. $ (1,071), £ (0,836), ¥en (117,171). ¥uan (7,379), CHF (1,070).

COMMODITIES. WTI (50,50), Brent (52,81), Gas (3,16), Oro (1.282,80), Argento (18,00), Rame (2,55), Cotone (0,77), Zucchero (0,18), Mais (357,25), Soia (949,00), Grano (406,25), Avena (221,75), Riso (9,84).

Report geopolitico del 30 marzo 2017


Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI

VENEZUELA. Il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) del Venezuela ha assunto tutte le funzioni dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale attualmente in mano all’opposizione, aprendo la strada al governo assoluto di Nicolas Maduro, mentre il paese affronta una grave crisi economica.

DIPLOMAZIA ALL’APERTO 

TURCHIA-USA. Il segretario statunitense Rex Tillerson ha incontrato ad Ankara il suo omologo turco Binali Yildirim per discutere di cooperazione e lotta allo Stato Islamico.

NATO-RUSSIA. sono in corso a Bruxelles i primi colloqui Nato-Russia del 2017.

IL BORSINO

MERCATI. DJ (0,33), FTSE 100 (-0,06), DAX (0,44), CAC40 (0,41), FTSE MIB (0,45), HANG SENG (-0,62), NIKKEI (-0,43).

VALUTE €/x. $ (1,068), £ (0,855), ¥en (119,456), ¥uan (7,364), CHF (1,069).

COMMODITIES. WTI (50,08), Brent (52,81), Gas (3,21), Oro (1.241,30), Argento (18,10), Rame (2,67), Mais (357,75), Soia (963,25), Grano (421,75), Avena (226,25), Riso (9,85), Cotone (0,77), Zucchero (0,18).

Report geopolitico del 1 settembre 2016

  
La marcia degli oppositori venezuelani per le strade di Caracas (NYT).

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÁ DI CRISI

VENEZUELA. L’opposizione venezuelana è scesa per le strade della capitale Caracas, per chiedere alla commissione elettorale di autorizzare un referendum per ottenere la decadenza del presidente Nicolas Maduro.

IL BORSINO 

MERCATI. DJ (0,10), FTSE 100 (-0,52), DAX (-0,55), Cac40 (0,03), FTSE MIB (-0,12), Nikkei (-0,01), Hang Seng (p,52).

VALUTE (€/n). $ (1,119), £ (0,842), ¥ (115,946), Yuan (7,481), CHF (1,097).

COMMODITIES. WTI (43,50), Brent (45,77), Gas (2,80), Oro (1.310,2), Argento (18,83), Rame (2,08), Cotone (0,64), Zucchero (0,20).

L’inarrestabile crollo economico del Venezuela

  

Il crollo mondiale del prezzo del petrolio ha influito negativamente su tutte le economie che si basano sullo sfruttamento e sul commercio di questa fondamentale risorsa energetica. Secondo gli esperti del Fondo Monetario Internazionale, uno dei paesi maggiormente colpiti dal basso prezzo del petrolio sarà il Venezuela che, al termine del 2015, dovrebbe diventare la settima economia dell’America Latina, scavalcata persino dal Perù e con un PIL ridotto alla metà di quello della Colombia, quarta economia della regione. Negli ultimi 15 anni il Venezuela è passato dal quarto al settimo posto di questa classifica economica del FMI. La caduta verticale del Venezuela non è ascrivibile soltanto alla repentina diminuzione del prezzo del petrolio, ma anche alle politiche economiche portati avanti da Nicolas Maduro, il successore dell’amato Hugo Chavez. Il paese si trova stretto nella morsa tra iperinflazione, si stima un aumento dei prezzi dal 108% al 175%, e mercato nero del dollaro, mentre la valuta locale, il bolivares, continua a perdere terreno, arrivando ad essere scambiato a quota 400. Per tutte queste ragioni, si guarda con preoccupazione alle scadenze dei titoli di stato: di qui alla fine dell’anno è previsto un esborso di circa 5 miliardi di dollari, che difficilmente il paese potrà pagare, correndo il rischio di default. Non c’è mai stata nel paese una crisi economica così devastante, causata da scelte politiche dissennate e accentuata dal basso prezzo del petrolio, i cui guadagni, nel passato, avevano mascherato molti problemi. Inoltre, è mutato profondamente anche il quadro geopolitico di riferimento: la Cuba dei Castro, grande amico e alleato, ha ceduto, ha ripreso i rapporti con lo scomodo vicino statunitense e sembra intenzionata a cambiare la propria politica economica. Secondo le stime del FMI alla fine di quest’anno il PIL farà registrare un contrazione del 10%, mentre per i prossimi tre anni è previsto un calo del 6%. Da mesi il presidente Nicolas Maduro proibisce la pubblicazione di report e statistiche sui dati economici, ma, se in passato il ricorso alla classica propaganda sul complotto imperialista dell’America di Obama ha funzionato, stavolta potrebbe non bastare.

FONTI

El Pais

Il Fatto Quotidiano

Repubblica

L’antidiplomatico

La zona en reclamacion tra Venezuela e Guyana

Nel panorama geopolitico mondiale la scoperta di un nuovo deposito di gas o petrolio può scatenare risse tra stati su confini contesi e riaccendere antichi dissapori, creduti oramai sopiti. Il 20 maggio scorso la compagnia ExxonMobil ha comunicato l’individuazione un nuovo giacimento petrolifero in un’area denominata Stabroek Block, situata a circa 190 km al largo delle coste della Guyana


 

La scoperta ha, immediatamente, suscitato le proteste del governo venezuelano: il giacimento si trova ad ovest del fiume Essequibo, che rappresenta il confine naturale della regione di Guayana Esequiba. Tale regione, definita anche come “Territorio Esequibo” è rivendicata dalla fine dell’Ottocento dal governo del Venezuela che sulle proprie cartine la considera una Zona en Reclamaciòn. Le rivendicazioni venezuelane risalgono al 1899, quando un tribunale statunitense assegnò tutto il territorio ad ovest del fiume Essequibo alla Gran Bretagna, all’epoca dei fatti paese colonizzatore. Il governo venezuelano non ha mai accettato la decisione del tribunale statunitense, denunciando la mancata convocazione di suoi rappresentanti al momento della decisione dei giudici. Nel 1966 con la stipula dell’Accordo di Ginevra Venezuela e Guyana, nel frattempo diventato un paese indipendente, si sono impegnati a ricercare una soluzione condivisa attraverso la costituzione di una commissione di valutazione mista. Nonostante siano trascorsi quasi cinquanta anni nessun tipo di soluzione è stata ancora trovata e la questione ritorna ciclicamente agli onori della cronaca internazionale, raggiungendo picchi di conflittualità elevati. Ad esempio, nell’ottobre del 2013 la Marina Venezuelana ha sequestrato, e successivamente rilasciato, la Teknik Perdana, un vascello di ricerca ed esplorazione, battente bandiera panamense ma attribuibile alla compagnia statunitense Anadarko, impegnato in rilevazioni geologiche nelle contestate acque al largo della Guyana. Il governo venezuelano ha colto l’occasione dell’annuncio delle nuove scoperte da parte di ExxonMobil per tornare a rivendicare gli “antichi possedimenti”. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha emanato un decreto presidenziale con lo scopo di fermare le esplorazioni petrolifere, ricorrendo al solito refrain dell’ingerenza statunitense negli affari interni del Venezuela. Le accuse del Venezuela riguardano l’affidamento alla ExxonMobil da parte del governo della Guyana di un contratto esplorativo del valore di 220 milioni di dollari, univocamente, senza considerare che vi è una pendenza giuridica ancora in corso.
 

La disputa territoriale tra Venezuela e Guyana è emblematico del doppio livello di valutazione in cui si muovono gran parte delle contese attualmente in essere tra stati riconosciuti, ovvero una disputa territoriale, dovuta a confini mai decisi o mal stabiliti, che ha le sue propaggini anche in ambito marittimo, soprattutto nel caso avvenga la scoperta di nuovi giacimenti di ricchezze offshore o per rivendicare diritti di pesca. Nel caso in discussione la maggior parte dell’attenzione degli addetti ai lavori è concentrata su chi otterrà lo sfruttamento dei giacimenti scoperti, assicurandosi importanti guadagni nel futuro prossimo venturo. In realtà la disputa nasce da una rivendicazione territoriale da parte del governo venezuelano che, se accolta, porterebbe al passaggio di proprietà di circa due terzi dell’attuale territorio della Guyana. Nel caso la disputa “territoriale” si risolvesse a favore della Guyana, resterebbe sempre da definire il confine marittimo: Caracas e Georgetown “identificano” diversamente le proprie acque territoriali, in modo da includere l’area di Stabroek Block al loro interno.


FONTI

Lookout News

University of Durham

El Universal

PanAmpost

The Guardian

Global risk insight