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Guerra del gas nelle acque di Cipro

Da alcuni giorni navi da guerra del governo turco impediscono all’ENI, società italiana impegnata nello sfruttamento delle risorse energetiche, di effettuare alcune trivellazioni esplorative al largo dell’isola di Cipro, dove avrebbe scoperto nuovi ed interessanti giacimenti di gas. Mentre si stava recando al largo di quella che dovrebbe essere la Zona Economica Esclusiva di Cipro, dove erano programmate alcune attività di perforazione, la nave Saipem 12000 è stata bloccata da navi della marina turca a circa 30 miglia dall’area interessata. Il presidente turco Erdogan, in visita in Italia alcuni giorni prima dell’accaduto, ha tuonato contro le compagnie straniere a non eccedere nelle proprie competenze. Le esternazioni di Erdogan hanno colto tutti di sorpresa, in particolare per la rudezza delle affermazioni nei confronti di una compagnia che opera già da tempo nell’area, ed in perfetta legalità essendo detentrice di ben sei licenze di esplorazione nelle acque di Cipro. Successivamente, alcune navi militari turche hanno speronato alcune vedette greche che stavano raggiungendo l’area, intimandogli di non proseguire oltre. Queste frizioni si iscrivono all’interno dell’annosa controversia riguardante l’isola di Cipro, divisa dal 1974 in una parte “cipriota”, riconosciuta internazionalmente e membro della UE, ed una parte “turca”, riconosciuta soltanto dalla Turchia. Ma il focus centrale è il gas , presenta in enormi quantità in quell’are e, a quanto pare, di ottima qualità. La Turchia vede nei giacimenti al largo di Cipro la possibilità di sganciarsi dal fornitore russo, dal quale dipende per metà circa delle sue necessità, e di ottenere uno sconto sul bilancio, in quanto questo gas costerebbe molto meno rispetto a quello russo. I paesi europei sono, invece, impegnati nell’implementazione del progetto Eastmed, ovvero una serie di gasdotti che collegherebbero Cipro a Grecia ed Italia, per la successiva distribuzione in tutta Europa, anche in questo caso consentendo lo sganciamento da rifornimenti più “instabili” provenienti da Algeria e Libia. Insomma, la questione delle trivellazioni esplorative di Eni si è intrecciata con i rapporti tesi tra Grecia e Turchia riguardo a Cipro, con le tensioni introno al gas e, speriamo, non finisca col mescolarsi all’ingorgo siriano, dove gli attori sono già troppi.

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Report geopolitico del 5 febbraio 2018

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

UNITÀ DI CRISI

KASHMIR. Una serie di schermagli tra esercito indiano e pachistano, nella contestata regione del Kashmir, ha causato la morte di almeno quattro persone.

SIRIA. L’aviazione governativa siriana ha condotto una serie di strike aerei nel distretto di Ghouta, causando la morte di almeno 23 persone.

RD CONGO. Almeno 30 persone sono morte a seguito di scontri etnici tra gli Hema, proprietari terrieri, e i Lendu, agricoltori, nella provincia nord orientale di Ituri.

CAMERUN. Un attacco condotto dalle milizie islamisti di Boko Haram, nella cittadina di Hitawa, ha causato la morte di almeno sei persone.

DIPLOMAZIA ALL’APERTO

TURCHIA-ITALIA. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si é recato in visita di stato in Italia dove, dopo aver incontrato Papa Francesco, incontrerà anche il premier italiano Paolo Gentiloni.

UNA TESTA, UN VOTO

CIPRO. Il presidente uscente Nicos Anastasiades é stato rieletto alla presidenza di Cipro, dopo aver ottenuto al ballottaggio di domenica 4 febbraio il 56% dei voti, sconfiggendo l’avversario di sinistra Stavros Malas che ha ottenuto il 44% dei voti.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

INDONESIA. L’economia indonesiana é cresciuta di +5,07% nel 2017.

INDICI. DJ (-4,60), Nasdaq (-3,76), FTSE 100 (-1,43), DAX (-0,76), CAC40 (-1,48), IBEX (-1,44), Nikkei (-6,49), Hang Seng (-4,94), Shanghai (-2,95), FTSE MIB (-1,64), Baltic Dry (1095,00).

VALUTE €/x. $ (1,244), £ (0,885), ¥en (136,67), ¥uan (7,824). CHF (1,159), Aus (1,566), Can (1,546), Rub (70,498), Real (4,017), Won (1352,64), Rup (79,743).

COMMODITIES. WTI (63,499), Brent (67,511), Gas (2,744), Oro (1377,5), Argento (16,796), Platino (991,20), Palladio (1034,72), Rame (3,205), Acciaio (3930,00), Soia (971,166), Grano (441,198), Cotone (77,20), Riso (12,505), Avena (267,500), Zucchero (13,89), Mais (360,725).

Report geopolitico del 14 novembre 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

YEMEN. Almeno sei persone sono morte, a causa dell’esplosione di un’autobomba, nel quartiere di Al Mansoura, nella città di Aden. L’attentato é stato rivendicato dall’ISIS.

SIRIA. Si aggrava sempre più il bilancio dell’attacco aereo sulla città di Atareb, ormai giunto a 61 vittime.

AFGHANISTAN. Una serie di attacchi da parte dei talebani, in diverse aree del paese, ha causato la morte di almeno 70 poliziotti.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

GERMANIA. Il PIL tedesco ha fatto registrare, nel terzo trimestre dell’anno, una crescita di 0,8%, portano la crescita a/a al +2,3%.

FINLANDIA. L’economia finlandese ha fatto registrare una crescita a/a pari al 3,8%.

ITALIA. Il PIL italiano del terzo trimestre é cresciuto del 0,5%, portando la crescita a/a a +1,8%.

MERCATI. DJ (0,13), Nasdaq (0,13), FTSE 100 (-0,01), DAX (-0,40), CAC40 (-0,73), IBEX (-0,86), Nikkei (-1,32), Hang Seng (0,36), Shanghai (0,38), FTSE MIB (-0,83).

VALUTE €/x. $(1,163), £ (0,886), ¥en (131,75), ¥uan (7,719), CHF (1,158), Aus (1,514), Can (1,477), Rub (69,072), Real (3,776), Won (1299,91), Rup (75,56).

COMMODITIES. WTI (55,66), Brent (62,12), Gas (3,10), Oro (1.282,90), Argento (17,07), Rame (3,06), Cotone (0,69), Zucchero (0,14), Mais (337,75), Soia (968,00), Grano (426,25), Avena (277,00), Riso (11,53).

Report geopolitico del 12 dicembre 2016


Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

UNITÁ DI CRISI

SIRIA. Le forze governative siriane hanno preso il controllo totale della città di Aleppo, da tempo nelle mani dei ribelli. Nel frattempo i miliziani dello Stato Islamico si sono ripresentati in forze nella storica città di Palmira.

UNA TESTA, UN VOTO

ITALIA. Dopo le dimissioni del Primo Ministro Matteo Renzi, seguite agli esiti del referendum costituzionale del 4 dicembre, si é insediato un nuovo governo, facente capo all’ex ministro degli esteri Paolo Gentiloni.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

IRAN. Il governo iraniano ha siglato un contratto con l’americana Boeing del valore di 16 miliardi di dollari, per la vendita di 80 aerei commerciali. Resta da vedere se l’amministrazione Trump si opporrà a tale vendita.

 

Report geopolitico del 5 dicembre 2016


(AP)

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

UNITÁ DI CRISI

LIBIA. Le forze pro governative libiche hanno ripreso la città di Sirte dalle mani dei miliziani dello Stato Islamico.

UNA TESTA, UN VOTO

ITALIA. Il premier italiano Matteo Renzi ha rassegnato le proprie dimissioni, a seguito del voto sfavorevole nel referendum, proposto dal suo governo, relativo ad alcune modifiche costituzionali.

GAMBIA. Le elezioni presidenziali bambine hanno consegnato la vittoria all’imprenditore Adama Barrow, che ha spodestato Yahya Jammeh, al potere dal 1994.

AUSTRIA. Il,secondo turno delle elezioni presidenziali austriache hanno consegnato,la vittoria al verde Alexander Van der Bellen, che ha sconfitto l’esponente dell’estrema destra  Norbert Hofer.

IL BORSINO

MERCATI. DJ (0,24), FTSE 100 (0,24), DAX (1,63), CAC40 (1,00), FTSE MIB (-0,21), NIKKEI (0,47), HANG SENG (0,82).

Pillole glopolitiche del 12 novembre 2015

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

DANGER ROOM

ITALIA. I carabinieri del ROS hanno compiuto una importante operazione antiterrorismo Intel Nord Italia arrestando 17 persone che progettavano attentai in Europa.

IRAQ. Le forze armate curde hanno lanciato un’offensiva per riconquistare la città di Sinjar, importante nodo strategico per il rifornimento delle milizie dello Stato Islamico, situato tra Raqqa e Mosul.

NIGER. Almeno 25 persone sono morte a seguito di un raid di miliziani di Boko Haram, nel distretto meridionale di Bosso.

ONE MAN, ONE VOTE

SPAGNA. La corte costituzionale spagnola ha bloccato il processo di secessione della Catalogna il cui parlamento, lo scorso 9 novembre, aveva approvato gli esiti del referendum.

NIGERIA. È stata varata la lista dei 36 membri del governo Buhari, circa sei mesi dopo la vittoria alle elezioni presidenziali.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas Naturale (2.263$), WTI (42.93$), Brent (45.81$).

Piranleaks tra Slovenia e Croazia

  

(Limes)

Un paio di mesi fa ho letto un articolo interessante di Osservatorio Balcani e Caucaso che raccontava di una controversia tra Slovenia e Croazia relativamente al Golfo di Pirano. Era un argomento che non conoscevo ed allora ho cercato di approfondirlo e vi ripropongo qui, oltre a quanto raccontato da OBC, quello che sono riuscito a rimediare in rete. La problematica nasce con il raggiungimento dell’indipendenza di Croazia e Slovenia e riguarda un problema relativo allo specchio di mare che fronteggia l’Italia nel Golfo di Trieste e davanti all’Istria. Il contenzioso riguarda la delimitazione del Golfo di Pirano, e in particolare la volontà della Slovenia di garantirsi un accesso alle acque internazionali, dato il suo scarso sviluppo costiero (possiede 47 km di coste, a fronte dei circa 5800 km della Croazia). Il problema di delimitazione dell’area si è palesato con l’indipendenza dei due stati slavi confinanti, perché ai tempi della Jugoslavia il problema non sussisteva, dato che tali spazi appartenevano alla Federazione e non alle singole repubbliche. Dopo alcuni anni di rapporti difficili il 20 luglio del 2001 i primi ministri di Slovenia e Croazia, Janez Drnovsek e Ivica Racan, hanno stipulato l’accordo Drnovsek-Racan che definisce il confine tra i due paesi, compreso quello marittimo. Secondo l’accordo la Croazia avrebbe ottenuto un terzo del golfo e un confine marittimo con l’Italia, mentre la Slovenia avrebbe avuto un corridoio per collegare le proprie acque a quelle internazionali. Nonostante l’accordo fosse ritenuto in dirittura d’arrivo, la Croazia non lo ha mai ratificato, facendo così slittare l’intesa. Dopo anni di continue polemiche politiche i due contendenti hanno deciso di sottoporre la questione all’arbitrato internazionale, sollecitati da Unione Europea e Stati Uniti, entrambi risentiti perché la Slovenia aveva bloccato l’ingresso della Croazia sia nell’Unione Europea che nella NATO. La sentenza della corte di arbitrato internazionale è attesa per la fine dell’anno, ma negli ultimi mesi la fuoriuscita di alcune intercettazioni, subito definite Piranleaks, ha complicato l’area di intesa che si respirava. Il quotidiano zagabrese Vecernji List ha pubblicato una serie di intercettazioni, nelle quali il giudice di nomina sloveno, Jernej Sekolec, comunicava al connazionale rappresentante presso il tribunale, Simona Drenik, che la Slovenia avrebbe ottenuto quanto chiedeva, per quanto riguardava le rivendicazioni marittime Dalle intercettazioni verrebbe fuori che la Corte sarebbe propensa a far partire la linea di confine del Golfo di Pirano dalla foce della Dragonia verso l’Italia: ciò significherebbe che la Slovenia otterrebbe una percentuale dal 66 al 75 percento dell’area contesa. Inoltre, Sekolec avrebbe chiesto alla Drenik, data per scontata la vittoria sul fronte marittimo, ulteriore materiale per sostenere con forza le rivendicazioni anche in ambito terrestre, ovvero per segnare i confini lungo il fiume Mura e il paese di Brezovec. Naturalmente la reazione dei croati non si è fatta attendere: oltre a minacciare di abbandonare l’arbitrato, nel caso venissero confermati i sospetti, la Croazia è pronta a denunciare il tutto alla Commissione Europea. Nel frattempo, il premier sloveno ha cercato di stemperare i toni silurando i malcapitati protagonisti della vicenda.

FONTI

Osservatorio Balcani e Caucaso

Affari Internazionali
La Voce del Popolo

Il Piccolo

Pillole GloPolitiche: 20 aprile 2015

 

LIBIA: miliziani dello Stato Islamico hanno pubblicato in rete un video con il quale mostrano l’uccisione di 28 etiopi di religione cristiana.

YEMEN: il re saudita Salman ha stanziato 274 min di dollari di aiuti umanitari per la popolazione dello Yemen, dando riscontro ad una richiesta dell’ONU.

SOMALIA: un attacco esplosivo, forse ad opera degli al-Shabaab, ad un bus dell’UNICEF, nel Puntland, ha causato la morte di dieci persone.

DAGHESTAN: le forze di sicurezza russe hanno confermato l’uccisione di Ali Abu Muhammad al Dagestani, leader dell’emirato islamico del Caucaso, affiliato ad al-Qaeda, in un raid condotto nella città di Buynaksk.

ITALIA: un barcone pieno di migranti é affondato al largo del Canale di Sicilia. Si teme ci possano essere più di 700 vittime.

SUD AFRICA: circa trecento persone sono state arrestate in seguito all’ondata di violenze contro gli immigrati nel paese sudafricano.

FINLANDIA: il partito di opposizione di centro guidato da Juha Sipila ha vinto le elezioni politiche e adesso dovrà formare un governo di coalizione.

PAKISTAN: il presidente cinese Xi Jinping é in visita di stato in Pakistan, la prima di un leader cinese in nove anni. Alla base dell’incontro contratti di investimento in infrastrutture ed energia per un valore di 46 mld di dollari.

Pillole Geopolitiche: 3 febbraio 2015

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UCRAINA: secondo il Washington Post, il presidente americano Barack Obama starebbe valutando la possibilità di fornire armamenti e sostegno all’esercito ucraino impegnato da mesi contro i ribelli filorussi dell’est del paese.

ITALIA: ha giurato il nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

NIGERIA: l’esercito ha annunciato di aver riconquistato la città di Gamboru, nel nord-est del paese, in precedenza nelle mani di Boko Haram.

BANGLADESH: un ordigno è esploso contro un autobus nella città di Chuddogram, causando la morte di 7 persone ed il ferimento di 15. Probabili esecutori gli appartenenti al Bangladesh Nationalist Party.

CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA: la corte ha sanzionato ufficialmente che né la Croazia né la Serbia commisero genocidio durante le guerre balcaniche.

USA: l’amministrazione Obama ha proposto un innalzamento del budget delle spese militari per l’anno fiscale 2016, che dovrebbero attestarsi intorno ai 585 miliardi di dollari.

AFGHANISTAN: sette poliziotti sono morti in due diversi attacchi dei talebani nel sud e nell’ovest del paese.

PILLOLE GEOPOLITICHE: 14 GENNAIO 2015

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UCRAINA: mentre infuriano i combattimenti, una granata ha colpito un bus a Volnovakha, a sud di Donetsk, provocando la morte di 11 persone.

BANGLADESH: quattro persone sono morte a seguito di un attentato dinamitardo ad un autobus, mentre uno dei leader dell’opposizione è in gravi condizioni a causa di un tentativo di assassinio. Questi incidenti si inscrivono nel quadro della contrapposizione tra i due principali partiti del paese.

STATI UNITI: è stato dichiarato “terrorista globale”, con il quale nessuno dovrà intrattenere rapporti, il leader talebano pachistano Mullah Fazlullah, sospettato di aver pianificato la strage della scuola di Peshawar del 16 dicembre scorso, nella quale sono morti 134 bambini.

ITALIA: il presidente della repubblica in carica Giorgio Napolitano ha rassegnato le dimissioni dalla carica che ricopriva da nove anni.

HAITI: il parlamento haitiano è stato sciolto, mentre il presidente Michel Martelly continua a rimandare le elezioni ormai da tre anni.

GIAPPONE: continua la deriva militarista del governo giapponese presieduto dal Primo Ministro Shinzo Abe. È stato approvato un bilancio record per la difesa di circa 42 miliardi di dollari , con un incremento del 2% rispetto all’anno scorso, motivato dal crescente scontro con la Cina.

ONU: sono iniziati a Ginevra i colloqui tra le varie fazioni presenti in Libia per trovare un accordo di pace che ponga fine alla situazione di competa instabilità che regna nel paese.

WORLD BANK: la Banca Mondiale ha abbassato le stime di crescita dell’economia globale per il 2014 che si attestano al 3% invece del 3,4% previsto in precedenza.

MALAWI: ci sono stati almeno 50 morti e circa 23000 sfollati nel paese, a causa di una serie di violente inondazioni.