Archivi tag: Filippine

Report geopolitico del 6 luglio 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

FILIPPINE. I miliziani di Abu Sayyaf hanno comunicato di aver ucciso due vietnamiti che teneva in ostaggio da mesi.

VENEZUELA. Alcuni membri dell’opposizione venezuelana sono stati assaliti da sostenitori del presidente Maduro, nel corso di una sessione dell’Assemblea Nazionale.

LIBIA. Il generale Khalifa Haftar ha dichiarato di essere entrato in pieno controllo della città di Bengasi, sottraendola al controllo delle milizie islamisti attive nell’est del paese.

SIRIA. Un attentatore si è fatto esplodere nei pressi di una stazione degli autobus ad Hama, causando la morte di due persone ed il ferimento di altre nove.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

MERCATI. DJ (-0,74), FTSE 100 (-0,41), DAX (-0,58), CAC40 (-0,53), FTSE MIB (0,69), Nikkei (-0,52), Hang Seng (-0,36).

VALUTE €/x. $ (1,141), £ (0,880), ¥en (129,782), ¥uan (7,762), CHF (1,096), Real (0,265), Rub (0,0146).

COMMODITIES. WTI (44,94), Brent (47,50). Gas (2,89), Oro (1.220,00), Argento (15,75), Rame (2,65), Cotone (0,84), Zucchero (0,14), Mais (379,00), Soia (980,75), Grano (515,75), Avena (272,75), Riso (11,65).

UE-GIAPPONE. Giappone ed Unione Europea hanno trovato l’intesa per la sigla di un accordo di libero scambio.

Report geopolitico del 24 maggio 2017

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

UNITÀ DI CRISI 

FILIPPINE. Il presidente filippino Rodrigo Duerte ha istituito la legge marziale, per i prossimi 60 giorni, sull’isola di Mindanao, a seguito dei recenti scontri tra forze di sicurezza e militanti dello Stato Islamico.

INDONESIA. Una doppia esplosione é avvenuta nei pressi dell stazione degli autobus della capitale Jakarta, senza causare morti.

BAHREIN. Un raid della polizia del Bahrein ai danni dell’abitazione di un importante rappresentante del clero sciita, Sheikh Isa Qassim, ha causato la morte di cinque manifestanti e l’arresto di quasi 300 persone.

É L’ECONOMIA, BELLEZZA

MERCATI. DJ (0,36), FTSE 100 (0,40), DAX (-0,13), CAC40 (-0,13), FTSE MIB (-0,21), NIKKEI (0,39), Hang Seng (0,58).

VALUTE €/x. $ (1,124), £ (0,865), ¥en (125,440), ¥uan (7,728), CHF (1,092).

COMMODITIES. WTI (51,76), Brent (54,68), Gas (3,31), Oro (1.258,70), Argento (17,20), Rame (2,58), Cotone (0,84), Zucchero (0,15), Mais (372,75), Soia (950,25), Grano (434,75), Avena (241,00), Riso (11,03).

RATING. L’agenzia di valutazione Moody’s ha abbassato, per la prima in 25 anni, il rating sovrano della Cina, da Aa3 ad A1.

Report geopolitico dell’11 aprile 2017


(La Repubblica)

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI 

FILIPPINE. Almeno otto persone, appartenenti alle forze di sicurezza filippine , sono morte a seguito di scontri con i miliziani islamisti di Abu Sayyaf, nella città di Ibananga.

GUYANA FRANCESE. Continuano le proteste della popolazione locale che chiede maggiori investimenti della Francia sul territorio sud americano.

DIPLOMAZIA ALL’APERTO

G7. I ministri degli esteri del G7 non hanno raggiunto un accordo per l’emissione di sanzioni ai danni di Siria e Russia per gli attacchi chimici.

IL BORSINO

MERCATI. DJ (-0,10), FTSE 100 (0,23), DAX (-0,50), CAC40 (-0,11), FTSE MIB (-0,46), NIKKEI (-0,27), HANG SENG (-0,72).

VALUTE €/x. $ (1,060), £ (0,849), ¥en (116,357), ¥uan (7,316), CHF (1,968).

COMMODITIES. WTI (53,29), Brent (56,11), Gas (3,16), Oro (1.272,70), Argento (18,30), Rame (2,61), Cotone (0,77), Zucchero (0,18), Mais (366,75), Soia (946,00), Grano (433,00), Avena (221,25), Riso (10,21).

Report geopolitico del 10 aprile 2017


Il luogo dell’esplosione a Mogadiscio (Al Jazeera)

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÀ DI CRISI

KASHMIR. Otto persone sono morte ed almeno dodici sono rimaste ferite domenica, nel corso di alcune manifestazioni di protesta a Srinagar, nel Kashmir indiano, represse con la forza dalla polizia.

SOMALIA. Almeno 15 persone sono morte a seguito dell’esplosione di un’autobomba all’estern degli edifici del ministero della difesa, a Mogadiscio. L’attentato é stato rivendicato da Al Shabaab, il cui obiettivo sarebbe stato il nuovo comandante delle Forze Armate, il generale Mohamed Ahmed Jimale.

EGITTO. Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, dopo gli attentati avvenuto la domenica delle palme, ha proclamato lo stato di emergenza nazionale per tre mesi.

DIPLOMAZIA ALL’APERTO 

INDIA-AUSTRALIA. Il premier indiano Narendra Modi riceverà l’omologo australiano Malcolm Turnball, in una vista di stato della durata di quattro giorni, nel corso della quale si discuterà di  accordi commerciali ed energetici.

MEDIO ORIENTE. Il presidente filippino si recherà in visita di stato in Arabia Saudita, Bahrein e Qatar per discutere dei lavoratori filippini ivi impiegati e di investimenti.

G7. Si svolgerà a Lucca il meeting dei ministri degli esteri del G7 che avrà sul tra i principali argomenti la Siria e la Russia.

IL BORSINO

MERCATI. DJ (0,24), FTSE 100 (-0,01), DAX (-0,20), CAC40 (-0,54), FTSE MIB (-0,48). Nikkei (0,71), Hang Seng (-0,02).

VALUTE €/x. $ (1,059), £ (0,853), ¥en (117,607), ¥uan (7,319), CHF (1,068).

COMMODITIES. WTI (52,91), Brent (55,81), Gas (3,24), Oro (1.251,20), Argento (17,92), Rame (2,61), Cotone (0,77), Zucchero (0,18), Mais (367,00), Soia (943,50), Grano (429,00), Avena (217,00), Riso (10,25).

Report geopolitico del 26 settembre 2016

  
Il presidente colombiano Santos ed il leader delle FARC Timoleon Jimenez (AFP)

Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

UNITÁ DI CRISI

COLOMBIA. È stata siglata ieri l’intesa tra il governo colombiano ed il gruppo ribelle delle FARC, che pone fine ad oltre 50 anni di guerra civile.

UN UOMO, UN VOTO

BOSNIA. I serbi di Bosnia della Repubblica Serpska hanno votato massicciamente a favore dell’istituzione di una giornata nazionale per il 9 gennaio, contro la volontà del governo bosniaco.

IL BORSINO

MERCATI. DJ (-0,91), FTSE 100 (-1,32), DAX (-2,19), Cac40 (-1,80), FTSE MIB (-1,58), Nikkei (0,65), Hang Seng (1,00).

VALUTE (€/n). $ (1,124), £ (0,866), ¥ (113,478), Yuan (7,499), CHF (1,090). Il peso filippino ha toccato il suo livello più basso dal 2009 nel rapporto con il dollaro americano (48,26 pesos), a seguito del rischio di instabilità derivante dalle politiche del presidente Duterte.

COMMODITIES. WTI (45,85), Brent (47,80), Gas (3,07), Oro (1.33,50), Argento (19,53), Rame (2,18), Cotone (0,64), Zucchero (0,23).


Pillole glopolitiche del 10 maggio 2016

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale 

DANGER ROOM

GERMANIA. Un uomo ha assalito alcuni passeggeri alla stazione dei treni di Monaco, uccidendone uno e ferendone altri tre.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas naturale (2.098$), WTI (43.63$), Brent (43.44$).

UN UOMO, UN VOTO

FILIPPINE. Rodrigo Duterte è il nuovo presidente delle Filippine. L’ex sindaco della città di Davao ha avuto la meglio sullo sfidante Manuel Rosas. 

Pillole glopolitiche del 25 novembre 2015

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

DANGER ROOM

RUSSIA-TURCHIA. L’episodio del jet russo abbattuto dalla contraerea turca avrà come conseguenza l’inasprimento delle relazioni tra Turchia e Russia ed il conseguente schieramento, in territorio siriano, degli S-400 russi.

SOMALIA. Una nave iraniana, con tutto il suo equipaggio, è stata presa in ostaggio da un gruppo di pirati, al largo delle coste settentrionali della Somalia. Nei giorni scorso era finita nel mirino una na a thailandese che, però, era riuscita a scappare.

MALI. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato che chiederà al parlamento di approvare l’invio di un contingente di 650 soldati in Mali, per supportare la missione delle Nazioni Unite e sgravare i francesi dall’impegno.

DIPLOMAZIA AL LAVORO

KENYA. Papa Francesco ha iniziato in Kenya il suo viaggio in terra d’Africa, che lo vedrà arrivata anche in Uganda e in Repubblica Centrafricana, quest’ultima ritenuta una tappa molto rischiosa.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas naturale (2.192$), WTI (42.87$), Brent (46.12$).

PECUNIA NON OLET

FILIPPINE. Il governo americano ha annunciato che aumenterà a 79 milioni di dollari l’aiuto militare alle Filippine, finanziamenti che saranno utilizzati soprattutto in chiave anti-cinese

Pillole glopolitiche del 16 novembre 2015

  
Rassegna ragionata dei principali accadimenti di politica internazionale

DANGER ROOM

SIRIA. In risposta agli attentati terroristici di venerdì sera a Parigi, la Francia ha bombardato massicciamente le postazioni dello Stato Islamico a Raqqa.

YEMEN. Fonti militari yemenite hanno comunicato l’inizio dell’offensiva delle forze filogovernative, col sostegno della coalizione araba a guida saudita, per riprendere ai ribelli houti la provincia di Taez, nel sud-ovest dello Yemen, terza città del paese.

PECUNIA NON OLET

GIAPPONE-FILIPPINE. Il Giappone ha stretto un accordo con le Filippine per la vendita di materiale militare usato, il primo accordo di tale tipologia nella storia nipponica.

DI PETROLIO ED ALTRE RISORSE

COMMODITIES. Gas Naturale (2.361$), WTI (40.74$), Brent (44.47$).

Le isole contese del Mar Cinese Meridionale: Spratly Islands 

L’altro maggiore terreno di scontro tra stati, nel Mar Cinese Meridionale, riguarda le Spratly, altro gruppo di circa 750 isole ed isolotti, il cui possesso è rivendicato da Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan, Vietnam oltre che, naturalmente, dalla Cina. 

  

Come già detto la partita per il controllo del Mar Cinese Meridionale è sempre più calda e oltre all’ambito prettamente geopolitico, ovvero di affermazione dei propri interessi, riguarda anche quello commerciale ed energetico: lungo questa rotta transitano merci per 5.300 miliardi di dollari ed i suoi fondali sono ricchi di petrolio e gas naturale. Così come per le Paracel, anche per quanto riguarda le Spratly il nodo da sciogliere riguarda l’incapacità di definire, in maniera decisa, le aree di influenza dei paesi che si affacciano nell’importante bacino asiatico. Se nel caso delle isole Paracel la vicinanza alle coste permetteva alla Cina di avanzare, più o meno legittimamente, diritti di proprietà, le Spratly sono molto più lontane dalle coste delle Terra di Mezzo, ed le rivendicazioni cinesi si basano su storici diritti di pesca: in questo modo la Cina rivendica circa l’80% delle porzioni di mare contestate. Se da una parte il Vietnam rivendica, parimenti, antichi diritti di sovranità risalenti al 17esimo secolo, le Filippine basano le loro rivendicazioni sulla prossimità territoriale, mentra Brunei e Malesia ritengono che le isole in questione rientrino nelle rispettive Zone Economiche Esclusive (EEZ) così come statuito dalle Convenzioni sul diritto del mare prodotte dalle Nazioni Unite. 

  
La questione ha aumentato la sua rilevanza dopo la rilevazione di alcune foto satellitari che mostravano il rafforzamento e l’ampliamento, da parte dell’esercito cinese, di alcuni atolli appartenenti alle Isole Spratly. A causa dell’intraprendenza cinese la questione ha assunto un carattere globale, chiamando in causa USA, Giappone e Corea del Sud che temono un allargamento delle rivendicazioni cinesi anche al Mar Cinese Orientale. In alcune recenti dichiarazioni il Segretario alla Difesa USA Ashton Carter ha dichiarato che gli americani si sentono autorizzati a volare, navigare ed operare dovunque consentito dal diritto internazionale. Per tutta risposta il governo cinese ha approvato la nuova dottrina militare, dalla quale traspare la convinzione di Pechino di essere minacciata da forze ostili, guidate dagli Stati Uniti, e pertanto vi è assoluto bisogno di cambiare la propria strategia di difesa.

FONTI

Europinione

BBC

Il Sole 24 ore

Le “nuove” isole cinesi

 

Una dei principali tratti caratterizzanti le politiche cinesi è quello di riuscire continuamente ad impressionare il mondo, intraprendendo la costruzione di progetti se non impossibili da realizzare, quantomeno di difficoltà elevata. Certamente, pochi paesi al mondo possono beneficiare di una tale abbondante forza lavoro e di una disponibilità di fondi immensa, derivante da una economia in forte espansione che cresce stabilmente al ritmo del 7% annuo. L’ultimo progetto della dirigenza cinese piuttosto che stupire il mondo, in realtà lo ha messo in agitazione: si tratta della costruzione di isole artificiali. Dagli inizi dell’anno il governo cinese ha iniziato a trasportare e a depositare enormi masse di sabbia nei dintorni di alcuni atolli situati nel Mar Cinese Meridionale, il Fiery Cross Reef e il Mischief Reef. Questi atolli fanno parte dell’arcipelago delle isole Spratly, una delle tante aree che la Cina contende ad altri stati della regione. Nello specifico a rivendicare il possesso di questo “strategico” arcipelago sono, oltre alla Cina, il Vietnam, le Filippine e Taiwan. La prima parte del progetto ha visto la messa in opera di una pista di atterraggio lunga circa 10mila piedi, capace, quindi, di far atterrare sia aerei da combattimento che da sorveglianza. Aldilà della straordinarietà del progetto, queste isole artificiali rappresentano l’ultima carta giocata dalla Cina nella lunga partita geopolitica relativa alla proprietà delle isole Spratly. Infatti, oltre a far atterrare aerei, queste “nuove isole” potranno permettere di installare radar e postazioni missilistiche capaci di intimidire i diretti contendenti che hanno capacità militari limitate. Secondo alcuni analisti il governo cinese avrebbe intrapreso lavori simili su sette “isole” in totale, in uno sforzo costruttivo mirante a rafforzare le proprie rivendicazioni territoriali. La Cina rivendica come suo circa l’80% dei 3,5 milioni di chilometri quadrati d’acqua rappresentati dal Mar Cinese Meridionale, sostenendo la validità di una teoria, quella della nine-dash line o nine-dotted line, che conferma l’esistenza di una mappa che tratteggia, in nove punti, i confini dei possedimenti cinesi, includendo le isole Spratly, oltre ad altre isole contese. La “mossa” cinese, oltre che i suoi diretti vicini, ha preoccupato il principale competitor geopolitico globale, gli Stati Uniti che, da tempo, hanno indirizzato verso l’Asia le loro maggiori attenzioni. Adesso si attende la risposta del presidente Obama, risposta che sarà sicuramente condizionata dalla prevalenza dei repubblicani al Congresso. 

(IHS jane’s Defense Weekly) 

Fonti

NBC

The Daily Signal

Business Insider

The Diplomat

The New York Times