Tutti gli articoli di Danilo Giordano

Si riunisce il parlamento cambogiano

Mercoledì 5 settembre il parlamento cambogiano si è riunito per la prima volta, dopo i risultati elettorali del 29 luglio che hanno consegnato l’assoluta maggioranza del parlamento al partito del Primo Ministro Hun Sen. Nel nuovo parlamento tutti e 125 seggi saranno occupati da membri del Cambodian People’s Party (CPP), dato che il principale partito d’opposizione, il Cambodia National Rescue Party (CNRP) era stato sciolto dalla Corte Suprema, con l’accusa di aver tentato di sovvertire il governo. Per questo motivo le elezioni erano state definite non democratiche dagli osservatori internazionali presenti sul campo.

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Nigeria sempre sotto assedio

Una seria di scontri armati si sono verificati, domenica, nello stato di Plateau, nell’area centrale della Nigeria, a seguito dei quali sono morte 11 persone. La parte centrale della Nigeria è da tempo flagellata da conflitti tra allevatori in cerca di terre e acqua per i propri pascoli e contadini proprietari dei terreni, che hanno causato oltre 1500 morti. La Nigeria è sottoposta, altresì, nelle zone settentrionali, alla minaccia islamista di Boko Haram che imperversa da diversi anni nella regione, causando difficoltà e miserie.

Il Giappone si arma fino ai denti

In un quadro regionale reso più complicato dalla minacci nordcoreana, il Ministero della Difesa giapponese ha proposto un aumento del bilancio per il 2019 pari al 2.1%, circa 50 miliardi di dollari in più. Nel caso venisse approvato, si tratterebbe del settimo rialzo consecutivo del bilancio della difesa, aumenti tutti avvenuti da quando Shinzo Abe è Primo Ministro del paese del Sol Levante. La gran parte dell’incremento del bilancio si concentrerà sull’acquisizione di nuovi sistemi difensivi basati su missili balistici e sul miglioramento degli attuali sistemi di difesa aerea, nonché sull’acquisto dei costosi F-35. Oltre alla minaccia nordcoreana, l’incremento della spesa militare giapponese è motivata anche dalla maggiore assertività cinese nelle acque del Mar Cinese, dove alcuni atolli, piuttosto insignificanti, sono stati trasformati in basi militari avanzate. Il tutto si inscrive nella volontà espressa sin dal primo momento dal premier Abe, di voler cancellare i residui pacifisti della costituzione post-conflitto mondiale, attraverso l’abolizione dell’articolo9 che permetterebbe al Giappone di avere un atteggiamento più aggressivo e di essere impiegato anche al di fuori del territorio nazionale. È anche abbastanza chiaro che l’aumento della spesa militare, utilizzata soprattutto per l’acquisto di materiale bellico di produzione americana, serva anche a dimostrare che il Giappone ha scelto di stare con gli USA, Abe ha scelto di stare con Trump.

Strani bombardamenti in Afghanistan

Alcuni funzionari afghani hanno segnalato alcuni bombardamenti avvenuti nel nord dell’Afghanistan, al confine con il Tagikistan, lo scorso 26 Agosto. I bombardamenti sarebbero avvenuti, secondo testimonianze locali, dopo scontri tra le forze di sicurezza tagiche e non meglio precisati uomini armati. Secondo alcune testimonianze i bombardamenti sarebbero avvenuti ad opera di aerei tagichi o russi, ma sia Mosca che Dushambe hanno negato qualsiasi tipo di coinvolgimento. Aldila delle responsabilità da accertare, l’episodio é avvenuto con una tempistica sospetta, data l’intenzione della Russia di convocare una conferenza con talebani e USA per il prossimo 4 settembre.

Reuters

Reuters

The Diplomat

Anche El Salvador abbandona Taiwan

El Salvador si aggiunge alla lunga lista di paesi che hanno rotto le relazioni diplomatiche con Taiwan negli ultimi mesi. Il piccolo paese centroamericano ha sostanzialmente abdicato in favore di Pechino, cedendo all’offensiva diplomatica cinese che sta cercando, in tutti i modi, di isolare Taiwan, a cui restano attivi rapporti diplomatici soltanto con 17 piccoli paesi in via di sviluppo. A convincere i salvadoregni sono stati i generosi finanziamenti promessi dai cinesi, soprattutto in chiave infrastrutturale. Nell’ultimo periodo avevano “abbandonato” Taiwan il Burkina Faso e la Repubblica Dominicana, mentre eSwatini, precedentemente Swaziland, ha confermato i suoi legami con Taipei.

Associated Press

Sará finalmente pace in Sud Sudan?

Dopo l’accordo preliminare siglato a luglio, é finalmente giunta la tanto attesa firma per un accordo di pace in Sud mSudan. Alla presenza di alcuni capi di stato africani, tra i quali il presidente sudanese Omar al-bashir, e di esponenti di organizzazioni internazionali quali l’IGAD e l’unione Africana, a Khartoum é stata siglata l’intesa che dovrebbe porre fine a cinque anni di guerra civile. In base all’accordo Salva Kiir continuerà ad essere il presidente del Sud Sudan, mentre Riek Machar sarà uno dei cinque vice presidenti. É l’ennesimo tentativo di accordo di pace per uno stato che, diventato indipendente nel 2011, ha vissuto pochi periodi di pace relativa. L’accordo prevede anche la ripresa delle esportazioni di petrolio sudsudanese, l’unica fonte di guadagno del paese, attraverso le infrastrutture del Sudan.

1000 miliardi di dollari

La scorsa settimana, sulla scia della pubblicazione di un’ottima trimestrale, Apple ha raggiunto uno storico traguardo, ovvero una capitalizzazione di mercato superiore ai 1000 miliardi di dollari. É la prima volta che una compagnia statunitense raggiunge questo valore, mentre non é un record assoluto: nel 2007 la compagnia petrolifera cinese PetroChina oltrepassò per prima lo storico valore, salvo poi crollare negli anni successivi a causa della crisi economica e della caduta dei prezzi del petrolio. Alphabet, Amazon e Microsoft sperano di eguagliare lo storico traguardo di Apple, attestandosi tutte e tre le compagnie attorno agli 800 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Non é un paragone completamente corretto, ma se fosse uno stato Apple sarebbe il 23esimo stato al mondo per Prodotto Interno Lordo, dopo Taiwan e prima della Thailandia. Chissà magari un giorno Apple diventerà una nazione a sé e Tim Cook, l’attuale CEO, il re dello Stato di Cupertino. É fantascienza, ma le decisioni di Tim Cook e le strategie di mercato della Apple contano molto di più delle decisioni politiche di uno sconosciuto ministro Sud asiatico.

Il Giappone e la demografia

La popolazione giapponese continua a diminuire, dato lo scarso numero nascite, e ad invecchiare, con oltre il 27% della popolazione al di sopra dei 65 anni. É un problema che i governi che si susseguono dovranno affrontare, anche ricoorrrendo ad una sorta di immigrazione programmata. La scarsa rilevanza politica del Giappone, che il governo di Abe Shinzo sta cercando di aumentare, potrebbe essere accompagnata da una progressiva riduzione del peso demografico.

Ansa

Trump contro tutti ed il sogno etiope.

Il Ragazzo Geopolitico’c view


Quella appena trascorsa è stata una settimana molto interessante, con diversi spunti che potrebbero condizionare il futuro degli assetti internazionali. C’è stato il vertice NATO di Bruxelles dell’11-12 luglio e, alle solite, il presidente americano Donald Trump si è presentato con la voglia di sparigliare le carte per l’ennesima volta, come aveva fatto al recente G7 canadese. Questa volta, stanco dei continui ritardi dei paesi aderenti all’Organizzazione del Patto Atlantico nell’aumento delle spese militari, ha prima chiesto che le spese, anzichè al 2%, venissero aumentate al 4% del PIL. Successivamente pare abbia minacciato, direttamente in privato e velatamente in pubblico, di voler ritirare gli USA dalla NATO, nel caso le sue richieste non vengano accolte. Al termine del vertice si è congedato dicendo che tutto era stato risolto, e che i paesi avevano accolto le sue richieste. A parte la smentita da parte del presidente francese Macron e del primo ministro italiano Conte, Trump è stato l’assoluto protagonista del vertice, soprattutto per la sua esuberanza. Non è ben chiaro, nemmeno agli specialisti, dove voglia arrivare Trump con le sue esternazioni. Secondo alcuni spara alto per ottenere, al ribasso, qualcosa di tangibile da presentare al suo elettorato, a cui ha fatto numerose promesse in campagna elettorale. Secondo altri il suo scopo ultimo è quello di spaccare il fronte occidentale, soprattutto quello europeo, visione confermata dai continui strali nei confronti della UE e del suo principale aderente, la Germania, definita letteralmente “schiava della Russia”.

Il giorno dopo la conclusione del vertice NATO, Trump si è recato in Gran Bretagna, dove ha incontrato la premier Theresa May che ha strigliato subito al suo arrivo, per poi elogiarla successivamente. La May è sotto gli occhi dei riflettori statunitensi perché sta incontrando numerose difficoltà nel portare avanti il progetto Brexit. Hanno lasciato la partita due importanti figure del partito conservatore: il capo negoziatore per la Brexit David Davis ed il ministro degli esteri Boris Johnson. Entrambi si sono smarcati da un atteggiamento troppo soft delle May, ma in realtà dietro ci sarebbero complessi ed articolati calcoli politici per la conquista della leadership del partito. E del governo post Brexit.

Intanto giungono buone notizie, finalmente, dal Corno d’Africa dove l’azione del neo primo ministro etiopico Abiy Ahmed, sta dando numerosi frutti. è stata siglata la pace con l’Eritrea, dopo 30 anni di conflitto, sono state restaurate le reciproche relazioni, avviati contatti commerciali e politici. Presto l’onda rinnovatrice si allargherà anche alla Somalia ed allora, per una delle regioni più tormentate della storia recente, potrebbe aprirsi finalmente un’epoca di pace e prosperità.