L’attacco americano in Siria

CODEX GEOPOLITICUS

La rubrica per interpretare i fatti

Alcune considerazioni libere sul recente attacco americano alla base aerea di Al Shayrath in Siria. Innanzitutto, risulta importante la valutazione del timing dell’attacco. Il lancio dei 59 missili sulla base dell’aviazione siriana è avvenuto mentre era in corso il vertice di Mar-a-Lago, residenza estiva della famiglia Trump, tra il presidente statunitense Donald Trump ed il presidente cinese Xi Jinping. Uno dei destinatari del messaggio americano potrebbe essere proprio il governo cinese: se non risolvete, al più presto, il problema nord coreano ci penseremo noi direttamente. Ed in effetti, nei giorni antecedenti l’attacco siriano, erano già trapelate diversi voci circa la volontà di un atteggiamento più duro degli americani nei confronti del regime di Kim Jong Un. Sempre con riferimento al timing, l’attacco aereo è avvenuto il giorno dopo la strage “chimica” di Khan Sheikhoun, in cui sono morte oltre 80 persone, tra cui molti bambini. Uno degli argomenti principali della dialettica trumpiana è stato quello di marcare la differenza con Obama, senza preoccuparsi tanto della coerenza delle proprie scelte: Obama aveva minacciato più volte Assad, ma non aveva mai agito concretamente, Trump vuole dimostrare che lui è diverso. Il bombardamento americano ha inoltre avuto il vantaggio di stringere in maniera ancora più forte i legami con Israele, in passato nemico di Obama ed ora principale beneficiario dell’attacco, e di riavvicinarsi alla Turchia di Erdogan, nemico giurato di Assad ma costretto a scendere a patto con i russi causa della timidezza americana nel teatro siriano. Diventa difficile comprendere quale sia il messaggio lanciato dagli statunitensi ai russi, soprattutto se pensiamo a tutto il contesto. La campagna presidenziale americana è stata macchiata dalle accuse a Trump e al suo staff di legami troppo stretti con l’establishment russo, e per questo ci sono alcune inchieste interne in corso. Le ultime scelte di Trump sembrano però andare in una direzione diametralmente opposta. Il governo statunitense ha reso noto di aver anticipato ai russi l’attacco, ma le risposte russe di voler chiudere la linea diretta con l’aviazione Usa in Siria e la decisione di inviare ulteriori sistemi S-300 e S-400 all’esercito siriano rendono la situazione un po’ confusa. Qual è la reale portata dei collegamenti USA-Russia? Dove porteranno? Solo il tempo potrà fornire le giuste risposte a questi interrogativi. Nel frattempo il bombardamento della base aerea di Al Shayrath è servito, quantomeno, a chiarire due aspetti: 1) la politica americana in Siria è cambiata; 2) le scelte dell’amministrazione Trump sono prive di una strategia a lungo termine.
 

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