Le multinazionali del petrolio contro le regole UE

  
(BBC)

British Petroleum, Chevron, Shell, Exxon Mobil ed altre compagnie minori stanno cercando di persuadere l’Unione Europea a rivedere, in senso più permissivo, alcune misure di sicurezza sulle attività del fracking in Europa. Il tentativo di persuasione è stato sostenuto dal governo britannico per il quale, a detta di alcuni esponenti, i nuovi controlli imposti dall’Unione Europea costituirebbero un’inutile restrizione allo sviluppo dell’industria estrattiva inglese. Questo sostegno è abbastanza inaspettato se si considera che nel 2013 il primo ministro David Cameron aveva sostenuto l’implementazione del fracking, in quanto totalmente sicuro e regolato. Con il fracking si riesce, attraverso la frantumazione artificiale della roccia, ad estrarre gas e petrolio da giacimenti non convenzionali, inaccessibili con le normali tecniche estrattive. La tecnica del fracking costituisce una tecnica molto invasiva che presenta problematiche sia strutturali, la generazione di una micro-sismicità indotta, che ambientali, l’inquinamento della falda acquifera sottostante. Tali tecniche hanno avuto, in questi anni, un’alta valenza geopolitica: il loro sfruttamento ha permesso agli Stati Uniti nel 2014 di diventare il primo fornitore mondiale di petrolio. Il raggiungimento di questo primato è, molto probabilmente, alla base della decisione dei membri OPEC di continuare a mantenere alta la produzione, nonostante la diminuzione dell’offerta, causando, di conseguenza, il forte ribasso del prezzo del petrolio. Tale diminuzione del prezzo ha reso non conveniente l’estrazione tramite fracking, sistema che impone dei costi di esercizio alti e risulta conveniente soltanto se il prezzo del greggio è tra gli 80-100 dollari al barile. Il sostegno del governo britannico all’iniziativa delle multinazionali estrattive potrebbe essere scaturita dalle medesime ragioni statunitensi, ovvero la necessità di smarcarsi dagli approvvigionamenti mediorientali, per i quali si preannunciano tempi difficili.

FONTI
The Guardian

Il Fatto Quotidiano

BBC

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