Le isole contese del Mar Cinese Meridionale: Spratly Islands 

L’altro maggiore terreno di scontro tra stati, nel Mar Cinese Meridionale, riguarda le Spratly, altro gruppo di circa 750 isole ed isolotti, il cui possesso è rivendicato da Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan, Vietnam oltre che, naturalmente, dalla Cina. 

  

Come già detto la partita per il controllo del Mar Cinese Meridionale è sempre più calda e oltre all’ambito prettamente geopolitico, ovvero di affermazione dei propri interessi, riguarda anche quello commerciale ed energetico: lungo questa rotta transitano merci per 5.300 miliardi di dollari ed i suoi fondali sono ricchi di petrolio e gas naturale. Così come per le Paracel, anche per quanto riguarda le Spratly il nodo da sciogliere riguarda l’incapacità di definire, in maniera decisa, le aree di influenza dei paesi che si affacciano nell’importante bacino asiatico. Se nel caso delle isole Paracel la vicinanza alle coste permetteva alla Cina di avanzare, più o meno legittimamente, diritti di proprietà, le Spratly sono molto più lontane dalle coste delle Terra di Mezzo, ed le rivendicazioni cinesi si basano su storici diritti di pesca: in questo modo la Cina rivendica circa l’80% delle porzioni di mare contestate. Se da una parte il Vietnam rivendica, parimenti, antichi diritti di sovranità risalenti al 17esimo secolo, le Filippine basano le loro rivendicazioni sulla prossimità territoriale, mentra Brunei e Malesia ritengono che le isole in questione rientrino nelle rispettive Zone Economiche Esclusive (EEZ) così come statuito dalle Convenzioni sul diritto del mare prodotte dalle Nazioni Unite. 

  
La questione ha aumentato la sua rilevanza dopo la rilevazione di alcune foto satellitari che mostravano il rafforzamento e l’ampliamento, da parte dell’esercito cinese, di alcuni atolli appartenenti alle Isole Spratly. A causa dell’intraprendenza cinese la questione ha assunto un carattere globale, chiamando in causa USA, Giappone e Corea del Sud che temono un allargamento delle rivendicazioni cinesi anche al Mar Cinese Orientale. In alcune recenti dichiarazioni il Segretario alla Difesa USA Ashton Carter ha dichiarato che gli americani si sentono autorizzati a volare, navigare ed operare dovunque consentito dal diritto internazionale. Per tutta risposta il governo cinese ha approvato la nuova dottrina militare, dalla quale traspare la convinzione di Pechino di essere minacciata da forze ostili, guidate dagli Stati Uniti, e pertanto vi è assoluto bisogno di cambiare la propria strategia di difesa.

FONTI

Europinione

BBC

Il Sole 24 ore

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