Le isole contese del Mar Cinese Orientale: Paracel Islands

  

(Wikipedia)

Il Mar Cinese rappresenta, nelle sue suddivisioni Meridionale ed Orientale, il più caldo terreno di scontro tra stati per la rivendicazione di territori. In questo caso più che di territori lo scontro riguarda alcune isolette, in alcuni casi dei semplici scogli, il cui possesso, però, dà la possibilità di rivendicare anche i fondali circostanti, ricchi di materie preziose, e di avere un accesso privilegiato ad rotte commerciali privilegiate. Le risorse accertate di petrolio nei fondali del Mar Cinese Meridionale risultano essere pari a circa 7 miliardi di barili, ma si stima che vi siano riserve pari a 28 miliardi di barili e la presenza di oltre 753 miliardi di metri quadri di gas naturale. Il Mar Cinese Meridionale è, inoltre, la strada più breve per i collegamenti marittimi tra India, Cina e le rispettive periferie: dal punto di vista logistico, risulta essere, su scala mondiale, la seconda rotta per il trasporto di container. In questo bacino sono presenti due arcipelaghi oggetto di dispute territoriali: le isole Paracel e le Spratly. Per quanto riguarda le Isole Paracel, chiamate Xisha in cinese e Hoang Sa in vietnamita, la doppia nomenclatura rivela che il possesso di questi scogli è rivendicato da Cina e Vietnam. L’arcipelago riguarda 130 piccole isolette e atolli, mai effettivamente abitate ma semplici approdi per pescatori, distribuiti su di un’area di 15mila chilometri quadrati che raggiungono una superficie di territorio pari a circa 8 km quadrati, ed una costa di 518 chilometri. La disputa territoriale, che include anche le rivendicazioni di Taiwan, ha raggiunto l’apice nel 1974, quando ha scatenato un conflitto tra Cina e Vietnam del Sud. Il 19 gennaio del 1974 una squadra navale cinese ed una vietnamita si scontrarono nei pressi del Crescent Group delle isole Paracel: al termine dello scontro furono i vietnamiti ad avere la peggio e i cinesi estesero il loro controllo a tutte le principali isole dell’arcipelago. Negli ultimi tempi la questione è ritornata prepotentemente alla ribalta perché alcune immaginai satellitari, prodotte dagli americani, hanno mostrato lo svolgimento di alcuni lavori di sbancamento condotto su alcuni atolli, da parte dei cinesi, al fine di renderle idonee allo stanziamento di truppe di presidio. La possibile costruzione di piste di atterraggio aereo lunghe almeno tre chilometri ha posto seri dubbi sulle reali intenzioni di Pechino: tali piste potrebbero ospitare ogni tipo di assetto volante cinese, ovvero bombardieri, aerei da combattimento, droni.

FONTI
Mappa Mundi (blog di Alfonso Desiderio)

Wikipedia

Eurasia Rivista

The Diplomat
Limes

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...