Un nuovo gruppo jihadista ad affollare il Mali: il Fronte di Liberazione Macina

  

Il Mali è da tempo finito nella spirale del terrorismo islamista che cerca di disgregarne le strutture statali, sfruttando le divisione etniche e claniche. L’intervento della comunità internazionale, ed in particolare della Francia, hanno permesso di sconfiggere l’offensiva jihadista partita dal nord del paese e mirante a creare un emirato islamico, di concerto, almeno inizialmente, con i ribelli tuareg dell’Azawad. Nonostante l’intervento francese, che è ancora in atto, sia riuscito nell’intento di dare al paese saheliano una certa stabilità, l’offensiva jihadista non è stata arrestata del tutto. Gli ultimi recenti arresti in Mali hanno portato alla ribalta un gruppo jihadista poco conosciuto, sino ad ora, il Fronte di Liberazione Macina (FLM). Lunedì 7 settembre le forze di speciali maliane hanno arrestato tre persone, che detenevano, impropriamente, armi e munizioni, tra i quali figura Hassan Dicko, numero due del FLM. Il nome Macina fa riferimento all’area geografica che si estende dal confine con la Mauritania fino al confine con il Burkina Faso, ed è la zona in cui si estende l’influenza dei Fulani, etnia nomade dell’Africa Occidentale, dedita principalmente alla pastorizia ed al commercio. Al loro riguardo il ministro della difesa maliano aveva preannunciato che si stavano riorganizzando per difendersi e, soprattutto, si stavano radicalizzando, mostrando una retorica ed un rigore molto simili a quelli della setta islamica di Boko Haram. Secondo gli investigatori, potrebbero esserci proprio gli esponenti del FLM dietro la presa di ostaggi avvenuta a Sevarè il 7 e 8 agosto, in seguito alla quale sono morti quattro soldati dell’esercito maliano e cinque della MINUSMA, la missione delle Nazioni Unite in Mali. Anche gli attacchi avvenuti ad inizio anno a Nampala e Tenenkou sono stati attribuiti al FLM, il quale sarebbe apparso al fianco dei miliziani di Ansar Eddine, guidati da Ilyag Ag Ghali. Il capo di questo nuovo gruppo islamista è Amoudou Koufa, originario di Mopti, membro influente della setta fondamentalista Dawa, attiva in Pakistan. Secondo alcuni, benché sia presente la possibilità di un’affiliazione di questo gruppo ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico, gli scontri avvenuti nell’area di Mopti da inizio anno, rappresenterebbero la volontà di ricreare l’antico Impero Fulani di Macina, riaffermazione basata su criteri etnocentrici. Tale riaffermazione avrebbe preso coraggio a seguito del tentativo dei tuareg di costituire un proprio stato nell’Azawad, ma soprattutto sarebbe lo sfogo per il malcontento popolare nei confronti del governo centrale di Bamako.


FONTI
Il Giornale

Militant Vibes

ORTM

Lookout News

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