Un NAFTA per l’Africa?

  

Il 10 giugno scorso, a Sharm el-Sheikh in Egitto, è stato firmato l’accordo preliminare per la creazione di una Zona di libero scambio (TFTA, Tripartite Free Trade Area) estesa a 26 stati africani. Alla firma erano presenti il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, il primo ministro etiope Hailemariam Desalegn, il vice presidente della Tanzania Mohamed Bilal ed il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim. Scopo della TFTA è quello di creare la più grande area di scambio del continente africano, andando ad unire le tre organizzazioni di cooperazione già esistenti, ovvero la Comunità per lo sviluppo dell’Africa Australe (SADC), la comunità dell’Africa Orientale (EAC) e il Mercato Comune per l’Africa Orientale (COEMSA). L’accordo preliminare deve essere ratificato da tutti i parlamenti dei 26 stati partecipanti, per cui la nascita della TFTA potrebbe non avvenire prima del 2017. Se l’accordo dovesse andare in porto, si realizzerebbe il sogno di unire da nord al sud il continente, unificando le economie e sostenendo i consumi di un continente che ormai cresce, di media, ad un ritmo del 5% annuo. Tale progetto è stato ben accolto dalla comunità economica africana che sostiene come il commercio interafricano sia pari al 12% del totale, contro il 55% dell’Asia ed il circa 70% dell’Europa. Il tutto servirebbe a creare un mercato integrato di 26 paesi, 625 milioni di persone ed un PIL pari ad un miliardo di dollari. Se da una parte, però, il TFTA ha come scopo quello di sviluppare il commercio interregionale, potrebbero verificarsi le resistenze di quegli stati che hanno economie piccole e che quindi si verrebbero a scontrare con economie più grandi, con la possibilità di perdere le produzioni locali e l’accesso ad alcuni mercati. Il TFTA non contiene soltanto misure per la liberalizzazione delle tariffe, ma pone enfasi anche sulle barriere non tariffarie al commercio, sulle infrastrutture, palesemente inadatte al compito, e sulla necessità di instaurare una politica industriale comune.

FONTI

BBC

Yahoo News

AllAfrica

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